CHIARA E QUELLA GAMBA CON CUI CUI INSEGNA A VIVERE

 

Chiara ha 18 anni, è bella, bellissima, così tanto da essere stata selezionata fra le partecipanti della prossima edizione di Miss Italia. È giovane, spigliata, bruna, ha tanti sogni e progetti nel cassetto e una protesi al posto di una gamba.

Così, diciamola proprio per come è, senza fronzoli e tanti giri di parole che tanto non servono a niente. Potremmo perderci in note di encomio e compassione mascherata da finta stima, ma non servirebbe a nulla: Chiara all’età di 12 anni ha avuto un brutto incidente stradale che l’ha portata all’amputazione dell’arto. Questa è la versione dei fatti e siamo sicuri, pur non conoscendola, che Chiara è esattamente così che racconta il tutto, come quando racconti un aneddoto che ti è capitato e pensi cose del tipo “ma perché proprio a me?” “ma ti rendi conto di cosa mi è successo?”…e via dicendo. Ma poi te ne fai una ragione.

Certo, perché la vita va avanti, anche e soprattutto senza una gamba, se pensi che in quell’occasione avresti potuto perdere la vita, perciò piangi, ti disperi (come è anche giusto che sia) pensi cose bruttissime ma arriva un momento un cui scegli se morire dentro o vivere fuori.

Chiara, che ripetiamo per i più distratti, al momento del fattaccio aveva 12 anni e probabilmente una famiglia solida a sostenerla, ha semplicemente scelto di vivere fuori. Ha guardato la gamba che le mancava, ma poi si è concentrata su quello che le rimaneva: un corpo perfettamente funzionante e una testa pronta ad affrontare il mondo. E mangiarselo, quel mondo.

Tant’è che Chiara cresce, si abitua alla protesi così bene non solo da camminarci con naturalezza, ma da sfilarci.

Chiara sfila e “fluttua”, va oltre le dicerie della gente, non se ne frega della protesi che stona con gli abiti o il costume del défilé, perché lei lo sa che oltre ad un corpo spettacolare (pur senza una gamba!) lei ha una testa pensante che può motivare se stessa e chi ha qualche difficoltà simile alla sua ad emergere, a non arrendersi, che la vita è una e insomma! “CHISSENEFREGA” di una gamba in meno se per sfilare ne basta una!

Ed i fatti sembrano darle ragione, nel corso di quest’anno Chiara passa le selezioni per candidarsi a vincere il titolo di “Miss Italia 2018” e quindi la macchina mediatica che implica la partecipazione a questo concorso si mette in moto: shooting, interviste, promozioni e le inevitabili anticipazioni sulle partecipanti che, nel tempo del web e delle notizie volanti, impiegano un battito di ciglia ad arrivare alle masse.

Di certo la partecipazione di Chiara non passa inosservata, e forse è anche giusto così: in fin dei conti lei ha sempre dichiarato di voler fungere da “stimolo”, dare una scossa, perciò in questo senso questa pubblicità non fa altro che favorire Chiara non nella sua partecipazione alla manifestazione di bellezza, ma in quello che dovrebbe essere il raggiungimento di un suo obiettivo che riguarda la sua storia personale, il condividere un’esperienza che l’ha portata ad essere quella che è e che non ha mai nascosto al mondo. Perciò, ben venga questo esempio, a nostro dire, positivo.

Ecco. A nostro dire, però.

Perché il mondo si sa, è bello perché è vario, anzi no, in questo caso è brutto, bruttissimo perché vario.

Pur rispettando le opinioni di tutti, a noi risulta davvero troppo difficile porci super partes e non schierarci TOTALMENTE dalla parte di Chiara in questa vicenda di certo nota ai più: sotto un post condiviso sui social in cui si invitavano le persone a sostenere Chiara nel suo percorso a Miss Italia, alcuni haters (adesso si chiamano così, a noi vengono in mente appellativi meno internazionali e un tantino più cattivi per definirli) una su tutte, tale signora Improta, hanno commentato con frasi offensive la partecipazione della ragazza al concorso, sostenendo che sarebbe stata votata solo perché “storpia”.

Chiara da parte sua, con estrema eleganza ed educazione, ha ribattuto affermando di essere molto dispiaciuta per la signora, in quanto a lei manca di certo una gamba, ma a questa signora mancava un cuore e un’anima.

Ora… ci siamo ripromessi di mantenere un’allure pacata, quindi sorvoleremo sulle parole che vorremmo rivolgere a signora e soci ma, cercheremo di esporre il nostro punto di vista a sostegno di Chiara, del suo coraggio e della sua educazione con toni civili e autentici (prendendo ad esempio proprio lei e la sua risposta che mette tutti a tacere) senza abbassarsi ai livelli bassi di chi sparla senza criterio.

Sono tempi difficili, estremamente infiammati da aure di cattiveria gratuita, è quasi come se grazie al web e all’istantaneità comunicativa che permette, ognuno si senta autorizzato ad esprimere un parere. Per carità, anche noi blogger usufruiamo di questo privilegio e siamo i primi a non volerlo togliere a noi e agli altri, ma seguendo un principio di rispetto e condivisione di pensieri puliti e veri, che possano essere stimolanti e produttivi, che rappresentino un innesto di riflessione che poi prenderà la piega che meglio si addice al modo di pensare e vivere di chi recepisce il messaggio. Proprio come forse Chiara intende fare partecipando a Miss Italia ed essendo la prima ragazza “diversamente abile” che lo fa.

Fornire spunti di coraggio, esempi umili di diversi approcci alla vita.

Riflessione alla vita. Non alla cattiveria gratuita.

Scrivete, leggete, pensate in modo indipendente e createvi un credo libero che rispetti l’altro, il diverso, il simile, il codardo, l’eroe, il finto divo, il campione…ma usate il web per confrontarvi e non giudicare.

Questa non è una predica. È una delle tante verità. Ma è la nostra e forse anche quella di Chiara.

Lanciare offese senza senso e giudicare “storpia” una persona meritevole perciò solo di compassione e non di lode, è un atto vile che denota un’infelicità che porta noi ad avere pena di voi, non il contrario.

Continuerete a marcire dentro se non realizzerete la pochezza delle vostre azioni e avrete solo una tastiera per amica, l’unica cosa che vi asseconderà nei vostri “deliri da onnipotenza ingiustificata” da leoni da tastiera. Ma finirà. E sarete miseramente soli.

Non difenderemo Chiara (che è stata benissimo in grado di farlo da sola) ma sosterremo per sempre la sua battaglia e quella di tante altre persone che se ne infischiano delle difficoltà finché c’è una speranza, se ne sbattono delle critiche che ricevono perché la vita è la loro e guai se dessero peso a certe malelingue… finirebbero per soccombere non alla propria disabilità, ma alla cattiveria del genere umano.

Ma per fortuna il mondo è bello, in alcuni casi, perché è vario.

Chiara parteciperà a Miss Italia, sfilerà, risponderà alle domande, sorriderà in barba alle critiche di certi decerebrati e dimostrerà che di “storpio” al mondo c’è solo lo sguardo vuoto di chi non riesce a vedere oltre una protesi al posto di una gamba… perché noi ti abbiamo visto sorridere Chiara, e anche se non vincerai, il tuo sogno di essere d’esempio e non farti abbattere dagli ostacoli lo hai realizzato. La tua corona è un po’ quella protesi che ti ha permesso di andare avanti nonostante tutto e tutti e ti eviterà, scendendo le scale, quel maledettissimo dolore dei tacchi almeno su un arto, se vogliamo proprio girarla a sfottò e credere che in questo sarai avvantaggiata! Naturalmente scherziamo Chiara, ma sappiamo che se leggerai questo articolo su questa nostra battuta ti ci farai una risata! 

E per noi, sarai bellissima così.

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The FAm

#mangiascriviama

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